CICLOTURISMO domenica.07.Marzo.2010: Cincischiare sui colli intorno a Castell’Arquato.

Ritrovo alle ore 9,05 alla stazione di Milano Rogoredo.
Partenza alle ore 9,33 in treno con arrivo a Fiorenzuola alle ore 10,29.
Rientro alle ore 17,26 in treno da Fidenza con arrivo
alla stazione di Milano Rogoredo alle ore 18,29.
Interesse: paesaggistico, storico.
Itinerario: Fiorenzuola, Castell’Arquato, Bacedasco, Fidenza.
Percorso di 55 Km.
Dislivello: 50% pianura, 50% collina.
Fondo: 90% asfalto, 10% sterrato.
Bici: Ibrida, Corsa, Mountain bike.
Difficoltà: **** Impegnativa.
Pranzo: al sacco o in trattoria.
Costo: 25 Euro, comprende biglietto del treno con il trasporto della bici.
Termine iscrizione: entro le ore 14 di sabato 6 Marzo.
Note: Se pensate di mangiare in trattoria comunicatelo quando vi iscrivete.
Non sono ammesse partecipazioni parziali all’iniziativa e variazioni al programma.
Assicuratevi di ricevere una risposta quando prenotate.
Stefano Antonelli cell. 3461214630 Mail: fanti.sognanti@yahoo.it
Web: www.fantisognanti.it

 

Domenica.07.Marzo.2010
CICLOTURISMO:
Cincischiare sui colli
intorno a Castell’Arquato.


 
"Troverai due leoni controrampanti con una torre a merlata ghibellina in mezzo;
è il segno che sei sulla strada giusta".

La leggenda narra che in un giorno di libertà
con il sole ad occidente senza cartina ne meta
ho dato retta al frusciare del torrente Arda
e così mi sono messo a cercare le strade più belle
che potevano condurmi alla strana visione.

La mia ricerca è iniziata interpretando in modo creativo
i segni inscritti nel grande libro della natura
ricavando preziose informazioni dallo sfondo dei colli di Vernasca
e dallo scorrere dell’acqua a fianco della mia bici.

Ho capito che se volevo arrivare in vetta alla Comunitas Castriarquati
avrei dovuto pedalare controcorrente senza fretta nel verde della campagna
risolvendo a vantaggio del bello gli snodi di stradine rurali
che copiando con cura i primi avvallamenti
mi avrebbero portato fino ai piedi del borgo.

Da qui, dopo un’erta in acciottolato,
sono arrivato in cima all’altura,
un tempo cumulo di conchiglie fossili,
oggi è incoronata dallo splendore di vicoli e torri medievali
che formano piccoli spazi segreti dalle atmosfere antiche
come le botteghe dei manufatti artigianali,
le taverne frequentate da fanti
e come la grande terrazza posta a sud
da dove ho ammirato lo spettacolo di quei colli
che di li a poco avrei raggiunto per cincischiare.

Così come è vero che quattro dita sotto l’ombelico
corre il confine tra le terre dell’affetto e il regno dei sensi
allo stesso modo la Costa Stradivari segna il confine ideale
tra gli stati d’animo inebriati dalla bellezza dei paesaggi
e la fatica per raggiungerli…
ed io cincischiando su queste colline
sono arrivato alla trattoria di Bacedasco
dove mi sono fermato a mangiare
e a giocare a carte con gli anziani del paese.

A puro titolo nozionistico vi segnalo
che ho vinto una partita senza avere assi
ma solo con coppia di fanti in mano.

Nell’ultima sosta alla chiesa di San Nicomede
mi sono fermato a decifrare, questa volta,
i segni della tradizione,
dove ho trovato una cupola
affrescata con un sole
che alterna i raggi della luce
a quelli del calore
oltre alla parte più sacra, la cripta,
che ospita un pozzo d’origine pagana
dall’acqua miracolosa.

A Fidenza infine ho preso un treno
lasciandomi dietro le sensazioni del tempo trascorso
e mentre andavo incontro al pensiero di oggi
già vedevo i fanti sognanti come un raggio di luce azzurra
che taglia lo spazio tra la città e il cielo,
il fenomeno è chiaramente visibile nelle giornate serene,
se alzate la testa potete vederlo ovunque voi siate,
nei giorni favorevoli invece potete anche trovarmi lassù
con un vestito a fiori e tre parole nuove con cui faccio il giocoliere.

 

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