24 gennaio | Abbandonati nella campagna

Ritrovo alle ore 9,05 alla stazione di Milano Rogoredo.
Partenza alle ore 9,33 in treno con arrivo a Fiorenzuola

alle ore 10,29.
Rientro alle ore 17,26 in treno da Santo Stefano Lodigiano

con arrivo alla stazione di Milano Rogoredo alle ore 18,23.
Interesse: naturalistico.
Itinerario: Fiorenzuola, Cortemaggiore, Castelnuovo D’Adda, Caselle Landi, Santo Stefano Lodigiano.
Percorso: 65 Km.
Dislivello: 100% pianura.
Fondo: 70% asfalto, 30% sterrato.
Bici: Passeggio, City bike, Corsa, Ibrida, Mountain bike.
Difficoltà: ** Facile.
Pranzo: al sacco, in trattoria.
Costo: 22 Euro, comprende biglietto del treno

con il trasporto della bici.
Termine iscrizione: entro le ore 14 di sabato 23 Gennaio.
Note: Giro con un itinerario di massima lasciando ai partecipanti

la possibilità di scegliere il percorso.
Non sono ammesse partecipazioni parziali all’iniziativa

e variazioni al programma.
Assicuratevi di ricevere una risposta quando prenotate.
Stefano Antonelli cell.3461214630 Mail:fanti.sognanti@yahoo.it


Domenica.24.Gennaio.2010
CICLOTURISMO:
Abbandonati nella campagna.

A dirla tutta per fare una vera esperienza di abbandono bisognerebbe organizzare partenze individuali fornendo ai partecipanti solo indicazioni di massima sulla direzione da seguire lasciandoli da soli a cercarsi il percorso.

 

Invece siamo qui a pedalare ancora una volta nella quiete della campagna tra la via Emilia ed il Po affidando alla guida cicloturistica il compito di trovare la strada e questo dovrebbe sgomberare il campo da quelle fantomatiche preoccupazioni che ogni giorno ci impediscono di vedere la vita in tutta la sua bellezza.

 

Stavolta però dovremo essere più bravi del solito a sfilare pensieri ed emozioni rassicuranti per abbracciare l’improvvisazione di cercare le vie che conducono alla meta senza l’affanno di confrontarci con domande del tipo:

 

“Ma dove siamo?”;

“Ci siamo persi?”;

“Andiamo a casa della gente?”

“Sei sicuro di questa strada?”

 

o di quelle più terribili come:

 

“Ma che senso ha?”

“Ma chi me lo fa fare?”

“E adesso?”

 

Perdersi quindi come abbandono completo alla vita per coglierla finalmente nella sua autentica  manifestazione di armonia e purezza può diventare la medicina per guarirci dai nostri mali quotidiani nella misura in cui saremo disposti a metterci in gioco.

 

Ancora una volta e per non fare le cose troppo difficili manteniamo la bicicletta come unica certezza di collegamento tra il sogno e la realtà…

 

Dunque se siamo tutti d’accordo si parte.

 

Iniziamo da Fiorenzuola dove il semplice labirinto delle vie strette del centro oltre ad essere il terreno ideale per disorientare i fantasmi che ci portiamo dietro è anche un luogo dal fascino discreto per cercare il bel posto della seconda colazione che predispone alla lentezza di quel mondo rurale nel quale andremo a invertire gli ultimi umori che ancora pedalano contromano.

 

Quindi via verso una campagna stesa su un piano segnato da strade strette e curve armoniche tra campi

e cascine immerse nella probabile nebbia di stagione che ci aiuta a completare l’opera di smarrimento.

 

Una volta giunti fin qui il resto è gloria con l’esplorazione dell’Isola Serafini e la scelta degli ultimi argini che instradano i nostri corpi verso Ovest lasciando le anime libere di vagare verso i luoghi dell’incanto che non hanno parole…

 

A differenza dell’uomo comune il saggio sceglie sempre e lo fa in base a logiche più raffinate.

    

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