domenica 31 Gennaio | I tre laghi.

Ritrovo alle ore 8,30 alla stazione di Milano Porta Garibaldi.

Partenza alle ore 9,00 in treno con arrivo a Sesto Calende

 

alle ore 9,50.

Rientro alle ore 17,44 in treno da Sesto Calende con arrivo

 

alla stazione di Milano Centrale alle ore 18,35.

Interesse: naturalistico, storico.

Itinerario: Sesto Calende, Osmate, Cadrezzate, Travedona-Monate, Biandronno, Sesto Calende.

Percorso di 65 Km.

Dislivello: 50% pianura, 50% collina.

Fondo: 80% asfalto, 20% sterrato.

Bici: Ibrida, Mountain bike.

Difficoltà: *** Media.

Pranzo: al sacco.

Costo: 20 Euro, comprende biglietto del treno con il trasporto

 

della bici.

Termine iscrizione: entro le ore 14 di sabato 30 Gennaio.

Note: Il percorso si svolge per 40 chilometri su piste ciclabili.

Non sono ammesse partecipazioni parziali all’iniziativa

 

e variazioni al programma.

Assicuratevi di ricevere una risposta quando prenotate.

Stefano Antonelli cell.3461214630 Mail:fanti.sognanti@yahoo.it

 

 

Domenica.31.Gennaio.2010

CICLOTURISMO:

I tre laghi.

 

 

Introduzione.

 

Vi propongo una breve esperienza guidata.

 

Un’ esperienza guidata è semplicemente un racconto rivolto ad un pubblico che si immedesima nella situazione descritta.

 

Scegliete un luogo tranquillo, fate qualche respiro consapevole, rilassatevi, leggete il testo lentamente, prendete le pause

 

che vi servono e cercate di visualizzare la scena descritta.

 

Usate la fantasia per aggiungere particolari.

 

Quando siete pronti iniziate.

 

Buona esperienza guidata.

 

 

 

Esperienza guidata.

 

Immaginate uno di quei costumi da orso che si affittano

 

per far divertire i bambini alle feste di compleanno,

 

uno di quelli in cui ci si entra dentro, si infila la testa

 

e si chiudono con  la cerniera lampo.

 

Immaginate la pelliccia morbida di colore marrone,

 

la forma della testa, il peso, l’odore e tutto quello

 

che vi viene in mente riguardo a questo oggetto

 

(prendetevi tutto il tempo necessario).

 

Lasciate ora il costume appeso nel vostro armadio

 

ed iniziate a visualizzare le persone con le quali

 

lavorate ogni giorno impegnate in un’ importante riunione

 

alla quale dovete partecipare anche voi

 

ma non siete ancora arrivati…

 

immaginate le facce serie dei vostri colleghi

 

che hanno iniziato senza di voi, i loro vestiti scuri,

 

le cravatte a righe, il modo di stare seduti composti, le sedie,

 

il tavolo, i materiali degli oggetti, gli schemi delle slide proiettate, i modi formali…

 

(prendetevi tutto il tempo necessario ed aggiungete particolari alla scena).

 

A questo punto immaginate di essere quaranta minuti in ritardo, state correndo da un quarto d’ora, siete sudati e finalmente arrivate davanti alla porta dell’ufficio, avete sotto braccio una cartelletta gialla e la mano sulla maniglia… state per varcare

 

la soglia.

 

Un’ ultima cosa prima di entrare.

 

Avete indosso il costume da orso!!!

 

(prendetevi tutto il tempo necessario).

 

Coraggio, un bel respiro, aprite la porta…

 

e sotto gli sguardi stupiti dei vostri colleghi vi dirigete

 

verso l’unica sedia vuota , posate quello che avete in mano,

 

vi sfilate la testa da orso e dite:

 

” Cazzo!!! Lo sapevo che oggi mi ero vestito troppo pesante.!!!

 

 

 

Commento.

 

Vi ho proposto questa esperienza perché mi sembra

 

un buon modo per introdurre una gita giocata sul sentimento dello stupore.

 

Nell’istante in cui aprite la porta va in scena lo spettacolo

 

dello stupore.

 

Neuroni ipnotizzati che fluttuano nelle menti incapaci

 

di dare direzione ai pensieri, corpi immobili come statue, bocche rimaste esattamente come erano prima

 

che la porta si aprisse, sguardi insolitamente presenti,

 

respiri fermi, silenzio… veramente stupefacente…

 

per dirla come uno spot televisivo:

 

Ci sono cose che non hanno prezzo per tutto il resto

 

ci sono le carte di credito…

 

e noi dovremmo vedere più spesso il mondo così.

 

 

 

Testo.

 

Da Sesto Calende nella bella piazza squadrata

 

con un lato vista Ticino facciamo colazione prima di mettere

 

il naso dentro alla bella chiesa di San Donato

 

(solo un attimo perché c’è la messa) indi iniziare ad ondeggiare sulle lievi colline che ci portano a circumpedalare per un terzo il Lago di Monate.

 

 

 

Siamo ancora stupiti di come sono belle le strade qui?

 

 

 

O siamo più stupiti di come alcuni uomini politici

 

si siano fatti commissionare opere pubbliche

 

che li ritraggono in bicicletta?

 

 

 

(prendetevi tutto il tempo necessario)

 

 

 

Va bene, noi comunque continuiamo a pedalare sulle vie

 

che portano alla purezza di occhi e mente fino ad arrivare

 

alla ciclabile (questa SI stupenda) cinta intorno

 

al Lago di Varese permettendoci di riciclarlo

 

per ben ventinove ventottesimi prima di uscirne e imboccarne un’altra allungata sulla natura vagamente selvaggia

 

della Palude Brabbia che tenendo a sinistra tutto il suo bello

 

ci porta per mano fin quasi al Lago di Comabbio.

 

 

 

Si, siamo stupiti delle belle piste ciclabili

 

che ci sono da queste parti.

 

 

 

Ci inventiamo la strada del rientro ancora sugli ultimi saliscendi con scorci di monti e valli che concludono questo giro spettacolare allo stesso modo di come lo abbiamo iniziato.

 

 

 

Chissà se la chiesa di San Donato questa volta sarà aperta

 

e ci sarà il tempo?

 

 

 

Finale.

 

Pensando all’esperienza guidata mi viene in mente la canzone di Gaber:

 

“La libertà non è star sopra un albero non è neanche

 

il volo di un moscone la libertà non è uno spazio libero

 

libertà è partecipazione.”

 

Che per quanto mi riguarda vuol dire “Fatti non parole” quindi… vi farò sapere.

 

Questo è veramente un bel giro.

 

Buone pedalate a tutti.

 

 

 

 

 

 

 


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